Quali le differenze? E quali le indicazioni? Scopriamolo insieme allo specialista Dr. Massimo Dolcet

 L’invecchiamento del viso è caratterizzato da una perdita graduale di spessore ed elasticità della cute, con la conseguente riduzione dei pilastri del tessuto dermico, ovvero fibre di collagene, acido ialuronico ed elastina. I filler dermici, attualmente, rappresento il mezzo più accurato per il ringiovanimento del volto e secondo l’American Society of Plastic Surgery rappresentano una delle procedure estetiche più eseguite negli Stati Uniti, essendo secondi solo al botox.

I FILLER BIOLOGICI
I più richiesti sono quelli a base di acido ialuronico, sostanza normalmente presente nel corpo umano. A questi si affiancano quelli “reticolati”, ossia modificati da un processo biochimico che li rende più stabili nel tempo, una volta iniettato nelle zone del viso, l’acido ialuronico semplice si elimina molto rapidamente, mentre i prodotti reticolati durano dai 6 ai 12 mesi. La maggior parte dei filler contiene una piccola quantità di anestetico, di solito lidocaina, che ha il fine di ridurre al minimo il fastidio durante il trattamento.  L’uso di questi filler è particolarmente indicato per riempire le rughe meno profonde, come quelle d’espressione e per dare volume a labbra e zigomi.

I FILLER SINTETICI
Vengono definiti in questo modo per la loro origine non naturale e sono caratterizzati da un riassorbimento molto lento che favorisce una durata  di alcuni anni. I filler semipermanenti appartengono al gruppo dei cosiddetti filler di profondità, infatti possono essere iniettati negli strati più profondi del derma. I principali possono essere a base di microsfere di idrossiapatite di calcio, acido polilattico, collagene associato a polimetilmetacrilato, oppure l’acido ialuronico associato a un idrogel acrilico. La loro durata è di circa tre anni, ma in alcuni casi può anche essere maggiore. Vengono impiegati soprattutto per appianare le rughe più profonde e per aumentare il volume di zigomi, labbra e mento.  Questi filler, rispetto a quelli biologici, presentano maggiori rischi nel provocare reazioni allergiche.

BIOFILLER
Rientrano in questa categoria tutti i filler composti da materiale autologo, ovvero prelevato dal paziente stesso: grasso o piastrine prelevate, opportunamente trattate e poi re iniettate, di solito in combinazione con vitamine e acido ialuronico a seconda che si voglia ottenere un effetto biorivitalizzante o volumizzante. In entrambi i casi, infatti, oltre a un effetto filler istantaneo, si ha una stimolazione della produzione di nuovo  collagene e del ricambio cellulare, con un conseguente miglioramento dell’aspetto cutaneo. Questi filler vengono impiegati sia come prevenzione dell’invecchiamento su pazienti ancor giovani sia nella correzione dei segni dell’età e nel ripristino dei volumi.

BELOTERO LIPS
Si tratta di un novità nel trattamento delle labbra presentato al Congresso SIME: non uno ma una combinazione di due filler, Contour e Shape, con differenti concentrazioni di acido ialuronico, rispettivamente 22.5 mg e 25.5 mg, e pesi molecolari. I due dispositivi medici, usati in sinergia, permettono di rispondere alle nuove esigenze di naturalezza e armonia del chirurgo e del medico estetico. Quando parliamo di labbra, infatti, non pensiamo più solo al volume ma al contorno, alla definizione, alla proiezione, alla forma, alla struttura e al supporto. Le diverse caratteristiche tecniche dei due nuovi filler che costituiscono Belotero lips in termini di rigidità, viscosità, coesività, morbidezza e malleabilità permettono di rispondere a 360 gradi alle necessità di ogni singolo paziente. Per risultati sempre più naturali e armoniosi.

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