Quando si parla di chirurgia plastica si pensa subito agli interventi di chirurgia estetica come il lifting o l’aumento di volume del seno. In realtà la Chirurgia Plastica nasce con finalità ricostruttive, sebbene abbia assunto una notorietà maggiore per il lato estetico.

Cos’è il lipofilling?

È una metodica che utilizza il tessuto adiposo per rimodellare aree del corpo danneggiate da tumori, traumi o malformazioni congenite. La stessa, applicata alla ricostruzione mammaria, consente di evitare l’utilizzo di protesi o espansori e di riempire il seno esclusivamente con il grasso della paziente.

Quale la tecnica?

Il tessuto adiposo viene prelevato mediante cannule sottili e mini incisioni da aree ‘donatrici’ come l’addome, i fianchi, l’interno coscia o le ginocchia. Successivamente viene purificato e concentrato e reintrodotto nelle aree da ricostruire.

Quali i vantaggi?

Innumerevoli. La degenza in ospedale prevede una sola notte di ricovero con grande risparmio per il SSN, che – in momenti di spending review – non è un elemento trascurabile. Non si utilizzano drenaggi, le medicazioni sono minime e la ripresa della vita normale può avvenire nel giro di un paio di giorni. La tecnica non ha controindicazioni e non ci sono possibilità di rigetto. Il risultato è naturale e stabile nel tempo. Inoltre, non richiede ulteriori interventi a distanza di anni come nel caso delle protesi in silicone. Qualora fosse necessario, è possibile ripetere il lipofilling per aumentare ulteriormente il volume del seno o per correggere l’aspetto delle cicatrici. È il caso dei tessuti danneggiati dalla radioterapia dopo l’asportazione del tumore mammario, i quali migliorano con il lipofilling perché l’apporto di cellule staminali ‘riossigenano’ i tessuti danneggiati dalla radioterapia, ripristinano il volume asportato e rendono il seno morbido e assolutamente simile alla mammella non operata.

 

 

 

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