L’intervento di mentoplastica è considerato un intervento poco invasivo ma è estremamente efficace per il raggiungimento di una estetica proporzionata del volto.
Possono essere effettuate diversi tipi di correzioni del mento che permettono di modificarne aspetto, dimensioni, proiezione ed asimmetrie (mento eccessivamente prominente, troppo spigoloso, troppo rientrante etc.)
La durata dell’intervento va quindi stabilita in funzione della correzione da effettuare e può variare da dai 30 ai 90 minuti.
La mentoplastica in alcuni casi prevede l’ingrandimento del mento anche attraverso l’utilizzo di protesi (protesi di silicone o gore-tex si integrano con la struttura ossea).

TECNICA CHIRURGICA

Per ridurre il mento viene effettuata un’incisione all’interno della bocca o sotto il mento e viene asportato il materiale in eccesso (la limatura dell’osso avviene in maniera estremamente precisa).
Per aumentare il mento la protesi viene posizionata in una tasca attraverso una piccola incisione di circa un paio di centimetri sotto il mento. La cicatrice sarà praticamente invisibile.
Al termine dell’intervento viene applicato un semplice cerotto, senza dover poi ricorrere alla rimozione dei punti. Si possono riprendere le normali attività dopo circa 2 giorni e il gonfiore sparirà entro una settimana.

La genioplastica è un’alternativa all’aumento del mento mediante protesi e consiste in un’osteotomia orizzontale della sinfisi mentoniera. È una procedura utile e di grande aiuto che permette di correggere, oltre alla discrepanza orizzontale, anche i rapporti verticali (eccessiva lunghezza o brevità del mento) che esistono all’interno del volto.

Il più grande vantaggio della genioplastica, rispetto all’uso di impianti alloplastici, è la grande versatilità che offre al Chirurgo. Precisamente, la sinfisi mandibolare osteotomizzata rappresenta materiale vascolarizzato che può essere manipolato in diversi modi, sia per ridurre o aumentare la lunghezza del mento, così come incrementare la proiezione anteriore.

A fronte del vantaggio di non utilizzare materiale protesico, vi è lo svantaggio di una procedura più invasiva rispetto all’utilizzo di una protesi mentoniera. Anch’esso non modifica in nessun modo i difetti di occlusione dentaria eventualmente presente.

Sono procedure indicate nella correzione di deformità congenite o acquisite della mandibola e negli esiti di trauma.

Il grado di correzione varia da individuo a individuo ed è influenzato dalla qualità della cute e dalla forma e dimensioni dello scheletro sottostante.

Il mento deve essere visto globalmente inserito nell’insieme del volto e armoniosamente integrato rispetto alle sue proporzioni. L’obiettivo dell’intervento è la correzione dei difetti, cercando di ottenere un risultato “naturale”. Non è consigliabile, ad esempio, riprodurre la forma del mento secondo un modello predefinito non personalizzato.

Scarica l’opuscolo informativo in formato PDF