Quali sono i problemi – dal punto di vista estetico – più frequenti dell’invecchiamento delle mani?
Fondamentalmente sono due, uno legato alla distribuzione del pigmento (melanina) e quindi caratterizzato dalla formazione di macchie cutanee, l’altro alla perdita di elasticità e di “spessore” (riduzione dello strato sottocutaneo) della cute, che portano il primo alla formazione di rugosità fine e di luminosità della cute, il secondo alla cosiddetta “scheletrizzazione”, cioè alla evidenziazione di vene e tendini.

Ognuna delle problematiche descritte può avere la sua soluzione.

In caso di macchie numerose ed evidenti si può utilizzare un trattamento di Luce Pulsata (una tipologia di Laser), tecnica non invasiva che riesce ad attraversare la cute senza danneggiarla, andando a colpire le macchie in profondità ed eliminandole in una o due sedute. Per macchie singole o renitenti si può utilizzare un laser CO2 che le asporta producendo una crosticina che andrà lasciata cadere spontaneamente.

Per la perdita di elasticità si possono effettuare cicli di sedute di rivitalizzazione con acido jaluronico addizionato a vitamine e aminoacidi, che poco per volta provvedono ad una naturale ristrutturazione della cute, recuperandone la levigatezza e luminosità.

Per combattere invece la scheletrizzazione abbiamo la possibilità di provvedere alla “sostituzione” del tessuto sottocutaneo perso attraverso l’inserimento di sostanze come i filler o di grasso proprio (tecnica chirurgica detta lipofilling).

Il lipofilling invece consiste nel prelevare del grasso da un’altra parte del corpo e inserirla nel dorso delle mani. In genere sono necessari un paio di trattamenti ( a distanza di 3 mesi circa) per stabilizzare il risultato per alcuni anni. Inoltre prevede una convalescenza di 10-15 giorni durante i quali possono esserci gonfiore ed ecchimosi evidenti.